Il talento sportivo, ed in particolare quello calcistico, si sviluppa in modo non lineare e pertanto chi se ne occupa deve essere in grado di riconoscere non solo quello già pienamente sviluppato, ma anche e soprattutto il potenziale, un'attitudine per cui ci vuole maggiore abilità ed esperienza. Il primo passo per identificarlo è saper riconoscerne "i primi indicatori". Questi indicatori chiave di prestazione forniscono una base per prevedere quali giovani giocatori probabilmente eccelleranno. Delle competenze trasferibili fondamentali si è dibattuto nel corso di lunedì pomeriggio del 1° aprile dalle ore 18:30, nella splendida cornice della Sala Lelio Speranza di Sport e Salute in via Montenotte. L'evento, organizzato dal Centro Provinciale Libertas Liguria in collaborazione con il Comitato Regionale Ansmes Liguria presieduto da Roberto Pizzorno e patrocinato dal Comune di Savona (presente l'interattivo assessore allo Sport Francesco Rossello), Coni Savona e Unvs Savona, si è proposto come un momento di riflessione, analisi e condivisione di indicazioni operative per tutti coloro che operano nel settore giovanile e si è quindi specificamente rivolto a formatori, istruttori, tecnici e osservatori attivi nel movimento dei vivai, sia a livello dilettantistico che professionistico. L'obiettivo, della tavola rotonda, è stato quello di fornire strumenti e spunti per riconoscere e far crescere al meglio le potenzialità dei giovani calciatori. L'interessante tema proposto è stato argomentato e sviscerato dettagliatamente da un panel di relatori ben conosciuti all'interno del panorama calcistico locale e non solo, vista la risonanza del loro operato di lungo corso. Questo l'ordine degli apprezzati interventi che si sono susseguiti :
Vincenzo Eretta: Responsabile del settore giovanile del Vado FC ed ex allenatore della Samp Next Generation.
Antonio Caprio: Presidente provinciale AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio) e Allenatore Paralimpico.
Alessandro De Lucis: Collaboratore regionale AIC (Associazione Italiana Calciatori) e Responsabile del settore giovanile del Savona FBC.
Felicino Vaniglia: Sociologo dello Sport e Selezionatore regionale Libertas e UNVS (Unione Nazionale Veterani dello Sport) a cui è spettato il compito di fare gli onori di casa a tutti i convenuti e di interagire con i conferenzieri della scaletta prefissata proponendo via via argomentazioni da dipanare ed ampliare.Tante le domande a cui si è cercato di trovare una risposta con la consapevole attenzione che merita una materia così difficile da affrontare. La traccia base del percorso intrapreso la si è trovata nel chiarire bene i termini che comunemente si associano al "talento" : 1) scoperta; 2) Identificazione; 3) selezione; 4) sviluppo; 5) mantenimento. Lo start è stato ricavato da una bellissima definizione fornita dall'ex coach manager dell'Arsenal, Arsene Wenger : "Il talento senza duro lavoro è come una rosa senza acqua: destinato ad appassire presto". Da qui si è partiti, vale a dire dall'equazione : Talento + Impegno (Perseveranza) = Abilità. Spazio poi alla componente del lavoro in campo : metodologia dell'allenamento, didattica e valore costruttivo delle correzioni. Sul finale attenzione al contesto ideale (società, famiglia, gruppo, club) per favorire la valorizzazione del talento in un gioco open skills (no ciclico) quale è il calcio.Lasciare più spazio alla fantasia e all'espressione personale ( non soffocando quindi l'individualità) è parsa la ricetta per tornare a sfornare i Totti e i Del Piero.